• Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo
  • Autore: Gail Honeyman
  • Editore: Garzanti
  • Genere letterario: Romanzo contemporaneo
  • Pagine: 352
  • Lingua: Italiano
  • Anno di pubblicazione: 2019
  • Formato: Brossura
  • ISBN: 978-88-11-67236-4
  • Listino: 17,90 €

Ho acquistato “Eleanor Oliphant sta benissimo” durante un piovoso pomeriggio alla Feltrinelli. L’idea era quella di acquistare un libro che rappresentasse esattamente il periodo che stavo attraversando e che mi potesse dare delle dritte o ispirazioni su come superarlo. 

Il titolo mi ha subito portata a pensare che in realtà Eleanor non stesse affatto bene e che stesse, invece, attraversando un periodo difficile quanto il mio. Così ho iniziato la lettura quasi subito dopo l’acquisto, cosa che non mi succede spesso. Molte volte acquisto libri che leggo solo successivamente. 

Avevo aspettative altissime su questo libro ma, bando alle ciance, vi dico che sono state tutte deluse! Vi spiego il perchè. 

A suo favore bisogna ammettere che la lettura è davvero scorrevole, uno di quei libri da leggere nei momenti di pausa da quelli più seri e “pesanti”. Semplice e di impatto, comprensibile in tutte le sue parti ma troppo superficiale! La protagonista appare una sciocca donna di trent’anni e nulla si addice alla sua età. Anzi, appare fin troppo immatura ed il suo innamoramento, che sarebbe meglio definire infatuazione, per un giovane musicista, è fin troppo ridicolo. 

Segue i canoni dell’assurdo, insegue letteralmente un uomo che non è nemmeno al corrente della sua esistenza ma il problema non sta in questo, quanto nel modo in cui svolge le sue azioni. Quasi ci si vergogna al suo posto mentre si va avanti con la lettura. Perennemente distratta e “imbranata” è lo zimbello dei suoi colleghi d’ufficio dove svolge un lavoro per il quale sembra portata. Non ha però rapporti con nessuno, è essenzialmente sola. (Il tema della solitudine và a braccetto con quello della diversità e viene leggermente sottolineato da alcune frasi ad impatto). 

Non esiste dialogo nella sua vita se non quello che si instaura, in maniera anche forzata, con la mamma una volta a settimana.

La figura materna è essenziale ed è il perno attorno al quale ruota l’intera vicenda. E proprio perché si tratta di una vicenda importante, speravo ci fosse un approfondimento adeguato che ovviamente è mancato. La vicenda viene accennata ma non argomentata. Sappiamo solo, a grandi linee, che la mamma è in prigione, luogo dal quale effettua una sola chiamata a settimana per sua figlia. Il motivo di tale reclusione però viene accennato solo verso la fine del testo. 

Adesso non lasciarti distrarre Eleanor…Non ignorare la mamma, d’accordo? Oh, ora pensi di essere intelligente, non è vero, con il tuo lavoro e i tuoi nuovi amici. Ma non sei intelligente, Eleanor. Tu deludi sempre la gente. Di te non ci si può fidare, sei una fallita. Oh, sì, so esattamente che cosa sei. E so come finirai. Senti, il passato non è passato, il passato è una cosa viva. Quelle belle cicatrici che hai…sono una cosa del passato, giusto? Eppure vivono ancora sul tuo visino insulso. Ti fanno ancora male?

Solo in questo contesto si prova un pò di pena per Eleanor, vittima delle ingiurie e calunnie di una madre fin troppo violenta ed accusatrice, che ha da sempre odiato le sue figlie ed è stata artefice dell’incendio domestico, di cui la copertina riporta l’idea. È questo l’evento decisivo nella vita della giovane, un atto di volontà esplicita compiuto dalla madre che ha causato un danno irreparabile nella mente di Eleanor. Non si ribella mai alle crude parole della mamma, non ha mai una reazione, accetta tutto in maniera fin troppo passiva, è una vittima a tutti gli effetti. Inoltre, la vicenda dell’incendio della casa non viene veramente motivata; la mamma non amava le sue figlie e non le voleva ma avrei preferito un focus su tutto ciò piuttosto che su eventi banali. 

Più volte mi è capitato di pensare: “quando arriva il momento serio in cui viene abbandonata la figura della donna-bambina?”. La risposta è mai! O quasi. L’atto di ribellione nei confronti della mamma avviene, forse fin troppo tardi, con nessun evento degno di rilievo, nulla di “spettacolare”. 

Quello nei confronti dei colleghi, invece, non avviene affatto. Sono loro che, dopo una lunga assenza di Eleanor dal lavoro, le rivolgono quasi per la prima volta la parola, spinti per lo più dal nuovo incarico di responsabilità che ha la ragazza su di loro. 

…non vedevo l’utilità di essere altro che sincera con il resto del mondo. Non mi era rimasto, letteralmente, nulla da perdere. Però, attraverso l’attenta osservazione dai margini, avevo scoperto che spesso il successo sociale si basa su un minimo di finzione. A volte le persone popolari devono ridere di cose che non trovano molto divertenti, devono fare cose cui non tengono particolarmente, con gente di cui non apprezzano particolarmente la compagnia, Io no. Anni prima avevo deciso che se la scelta fosse stata tra fare così o volare in solitaria, allora avrei volato in solitaria.

Il suo atteggiamento fortemente immaturo lo si rivela soprattutto nel rapporto che Eleanor instaura quasi per caso con un suo collega del piano superiore, unico legame vero che riesce a stringere. Probabilmente è proprio la sua ingenuità che spinge l’uomo a starle accanto perchè ritrova in lei quella semplicità primordiale che, ormai, l’uomo moderno ha perso. Io, però, non sono riuscita ad apprezzare ciò. Il suo atteggiamento mi ha innervosita, è impensabile per una trentenne comportarsi come Eleanor la quale, ad un certo punto, accetta l’aiuto della psicologa. 

La vicenda è priva di qualsiasi approfondimento psicologico che avrebbe potuto attrarre lettori che , come me, amano anche immergersi in piani inferiori e scendere a livelli più profondi. 

Devo ammettere che la copertina mi ha stregata, mi ha spinto all’acquisto con un’alta percentuale. Errore fatale che mi riprometto sempre di non fare ma nel quale, ahimè, ogni tanto casco! È un’immagine piuttosto semplice, una casa fatta da fiammiferi ormai consumati. Evidente la ripresa dell’episodio che ha segnato la vita della protagonista ma che paradossalmente viene solo accennato.

In sostanza il mio giudizio è negativo, oltretutto il prezzo di copertina credo sia alto in proporzione alla storia raccontata, al suo valore reale. Non vi impedisco l’acquisto perché per certi aspetti la storia può apparire anche divertente, un nuovo capitolo alla Bridget Jones ma vi consiglio di farlo, se proprio siete curiosi, in formato ebook in modo da poter risparmiare qualche soldo. 


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